#449 Chi cura un cane con la leishmaniosi conosce questo problema: le terapie funzionano, ma sono lunghe e…
Chi cura un cane con la leishmaniosi conosce questo problema: le terapie funzionano, ma sono lunghe e pesanti, e il fegato ne paga il prezzo. Le transaminasi salgono, e a volte si è costretti a interrompere proprio la c…
Chi cura un cane con la leishmaniosi conosce questo problema: le terapie funzionano, ma sono lunghe e pesanti, e il fegato ne paga il prezzo. Le transaminasi salgono, e a volte si è costretti a interrompere proprio la cura che sta dando risultati.
È il motivo per cui abbiamo studiato questo aspetto, e abbiamo pubblicato i dati sul British Journal of Healthcare and Medical Research.
Trenta cani con transaminasi almeno quattro volte sopra il limite di riferimento, in terapia per la leishmaniosi, seguiti per dodici mesi con un supporto nutrizionale a base di cardo mariano, curcuma, carciofo, betaina e un estratto di carota ricco di superossido dismutasi.
I risultati: ALT scesa in media dell'89% a dodici mesi, il 90% dei cani rientrato nei valori fisiologici, tolleranza del 96% con solo lievi disturbi gastrointestinali transitori in pochi casi.
Dico anche cosa questo studio non dimostra, perché conta quanto il resto. È uno studio retrospettivo, senza gruppo di controllo: non possiamo escludere che una parte del miglioramento sia avvenuta spontaneamente. E lo studio è stato sponsorizzato dall'azienda produttrice della formulazione, cosa che dichiariamo apertamente nel lavoro.
Lo scrivo perché credo che chi affida a qualcuno la salute del proprio cane abbia diritto a sapere non solo i risultati, ma anche i limiti di come sono stati ottenuti.
Quello che resta è il punto pratico: durante una terapia lunga il fegato va sorvegliato e sostenuto, non dato per scontato. Ed è una parte del percorso che nella mia esperienza fa la differenza tra una cura portata a termine e una interrotta a metà.
Lo studio completo: https://scholarpublishing.org/.../BJHR/article/view/11954