#446 Da anni ripeto una cosa: sulla leishmaniosi canina si può fare più di quello che il protocollo…
Da anni ripeto una cosa: sulla leishmaniosi canina si può fare più di quello che il protocollo standard prevede. Detta così è un'opinione, e le opinioni in medicina valgono poco. Per questo l'abbiamo messa alla prova e…
Da anni ripeto una cosa: sulla leishmaniosi canina si può fare più di quello che il protocollo standard prevede. Detta così è un'opinione, e le opinioni in medicina valgono poco. Per questo l'abbiamo messa alla prova e l'abbiamo pubblicata.
È uscito su Infectious Diseases and Tropical Medicine uno studio di cui sono coautore, condotto con l'Università della Campania "Luigi Vanvitelli" e approvato dal suo Comitato Etico.
L'idea è semplice: alla terapia convenzionale abbiamo affiancato un'associazione di estratti fungini, e abbiamo misurato cosa succedeva al parassita. Non i sintomi, non le impressioni: il DNA di Leishmania nel midollo osseo, cercato con la PCR prima e dopo, a distanza di mesi.
Nei cani trattati con gli estratti fungini il DNA del parassita non è più risultato rilevabile, e nel periodo di osservazione non è ricomparso. Nel gruppo trattato con la sola terapia convenzionale il DNA era ancora presente.
Lo studio dichiara anche i propri limiti: non è randomizzato, i gruppi non erano di pari numerosità, e servono conferme su tempi più lunghi. Lo scrivo apertamente perché è così che funziona la ricerca seria — si pubblicano i risultati insieme alle condizioni in cui sono stati ottenuti, e si lascia che altri li verifichino.
Non è una promessa di guarigione per ogni cane, e chi te la fa dovrebbe preoccuparti. È un pezzo di lavoro fatto con metodo, che conferma quello che vedo ogni giorno sui pazienti che seguo: il protocollo standard non è l'unica strada, e vale la pena studiare il singolo caso prima di decidere.
Lo studio è liberamente consultabile qui:
https://www.infectiousjournal.com/.../6/2025/03/e1690.pdf