#261 Dedico questa storia, che mi ha gentilmente offerto Giorgia Angiomi del @BNI Caralasis, a tutte le…
Dedico questa storia, che mi ha gentilmente offerto Giorgia Angiomi del @BNI Caralasis, a tutte le persone che hanno un'anima e la spiritualità di leggerla ed interpretarla con l'attenzione che merita. *L'elefante e i s…
Dedico questa storia, che mi ha gentilmente offerto Giorgia Angiomi del @BNI Caralasis, a tutte le persone che hanno un'anima e la spiritualità di leggerla ed interpretarla con l'attenzione che merita.
*L'elefante e i sei saggi*
C’erano una volta sei saggi che vivevano insieme in una piccola città.
I sei saggi erano ciechi.
Un giorno fu condotto in città un elefante.
I sei saggi volevano conoscerlo, ma come avrebbero potuto essendo ciechi?
“Io lo so”, disse il primo saggio , “ lo toccheremo.”
“Buona idea”, dissero gli altri ,”così scopriremo com’è fatto un elefante.”
I sei saggi cosi andarono dall’elefante.
Il primo saggio si avvicinò all’animale e gli toccò l’orecchio grande e piatto. Lo sentì muoversi lentamente avanti e indietro, producendo una bella arietta fresca e disse:
“L’elefante è come un grande ventaglio”.
Il secondo saggio invece toccò la gamba: “Ti sbagli. L’elefante è come un albero”, affermò.
“Siete entrambi in errore”, disse il terzo. “L’elefante è simile a una corda”. mentre gli toccava la coda.
Subito dopo il quarto saggio toccò con la mano la punta aguzza della zanna. ”Credetemi, l’elefante è come una lancia”, esclamò.
“No, no”, disse il quinto saggio “che sciocchezza!” , “l’elefante è simile ad un’alta muraglia”, mentre toccava il fianco alto dell’elefante.
Il sesto nel frattempo aveva afferrato la proboscide. “Avete torto tutti”, disse, “l’elefante è come un serpente!”
“No, come una fune”.
“No, come un ventaglio”.
“Come un Serpente!”
“Muraglia!”
*“Avete torto!” “No ho ragione io!”*
I sei ciechi per un’ora continuarono a urlare l’uno contro l’altro e non riuscirono mai a scoprire come fosse fatto un elefante!
La realtà è come l’elefante.
Ognuno di noi ne tocca solo una parte e da questo crede di saperne tutto.
La difficoltà è rinunciare all’esistenza di una realtà oggettiva lasciando spazio all’idea che esistono soprattutto dei punti di vista soggettivi su qualsiasi cosa.
Espandere la nostra coscienza, integrando le parti sconosciute, è tutto quello che serve per osare uscire dalle gabbie della mente.
Chi sa questo scopre quanto sia inutile giudicare ed apre la propria mente ed il proprio spirito.
Il doc