#401 Domanda molto importante: per quanto tempo si sospende l’allopurinolo tra un ciclo e l’altro
Domanda molto importante: per quanto tempo si sospende l’allopurinolo tra un ciclo e l’altro? Qui la risposta breve: Nasce perché le famiglie ricevono indicazioni contrastanti: “a vita” oppure “da interrompere”, senza s…
Domanda molto importante: per quanto tempo si sospende l’allopurinolo tra un ciclo e l’altro?
Qui la risposta breve:
Nasce perché le famiglie ricevono indicazioni contrastanti: “a vita” oppure “da interrompere”, senza spiegazioni chiare. Storicamente l’allopurinolo è stato usato per ridurre le recidive dopo terapia con antimoniali, ma col tempo sono emersi limiti e rischi: mineralizzazione renale e possibile perdita di efficacia. La mia visione è semplice: l’allopurinolo non deve diventare una stampella eterna; va usato con criterio e sospeso quando un piano di cura personalizzato porta a una remissione stabile e duratura.
Se sei curioso, invece, continua qui…
Per quanto tempo si sospende l’allopurinolo tra un ciclo e l’altro?
Questa è una domanda interessante, perché mette in evidenza molti aspetti che possiamo definire controversi della terapia della leishmaniosi.
L’autore non ha nessuna responsabilità: non è un medico o un addetto ai lavori, ma probabilmente una famiglia che ha un cane con l’infezione e riceve informazioni contrastanti: allopurinolo a vita, oppure da interrompere, non si sa come e perché.
E quindi va in cerca di informazioni.
Speriamo di dargliele.
Partiamo dall’inizio.
Un tempo, la terapia per la leishmaniosi prendeva spunto da quella della medicina umana, cioè 7 giorni di Glucantime per via endovenosa.
In umana, ed in Italia, per gli esseri umani aveva un ottimo effetto: scomparsa dei sintomi e remissione completa.
Ci sono due punti importanti: “in Italia” ed “in medicina umana”.
Cosa vuol dire “in Italia”?
Le condizioni sanitarie, nutrizionali ed ambientali sono ben diverse dai Paesi dove la leishmaniosi è un problema sanitario reale, e la possibilità di reinfezione è rara se non impossibile.
“In medicina umana”:
gli esseri umani tendono ad avere una resistenza individuale superiore rispetto al cane che manifesta i sintomi.
Quindi l’eradicazione parziale del parassita può permettere la guarigione spontanea.
Nel cane invece, per diversi motivi contingenti, la guarigione con 7 giorni di Glucantime è improbabile:
• reinfezione continua
• stato immunitario alterato
• diagnosi tardiva e spesso con sintomi già gravi
Si è passati quindi ad una terapia di 15 giorni e poi di 28 (non oltre, per i gravi effetti collaterali degli antimoniali se non correttamente dosati).
Dato che il paziente non era guarito e tendeva a ricadere nel tempo, serviva un sistema, o qualcosa, che frenasse la recidiva.
L’allopurinolo ha contribuito a rallentare la ricaduta.
Questo ha funzionato fino a quando la sopravvivenza media riportata dei pazienti era inferiore ai due anni.
Da quando poi le migliori condizioni generali del cane hanno permesso una sopravvivenza più lunga, i nodi sono venuti al pettine.
Già dopo solo un anno di somministrazione possono avvenire due fatti inquietanti:
• mineralizzazione renale che può indurre insufficienza renale
• sviluppo di resistenza, cioè il parassita non risponde più
Quindi bisogna cercare nuovi metodi.
Qui c’è il bandolo della matassa: il mondo accademico si è fermato.
Vi do la mia visione.
Quando, con piani di cura personalizzati, il paziente raggiunge l’eradicazione del parassita in modo permanente, può interrompere questo principio pericoloso.
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