#133 Mi chiedete spesso perché consigliamo le isossazoline orali come strategia adiuvante alla prevenzione…
Mi chiedete spesso perché consigliamo le isossazoline orali come strategia adiuvante alla prevenzione della leishmaniosi. La risposta non è così intuitiva come sembra. Questi prodotti non sono repellenti. Il flebotomo a…
Mi chiedete spesso perché consigliamo le isossazoline orali come strategia adiuvante alla prevenzione della leishmaniosi.
La risposta non è così intuitiva come sembra.
Questi prodotti non sono repellenti.
Il flebotomo arriva comunque, si posa comunque, inizia comunque a pungere.
E allora perché usarli?
Perché il punto non è solo evitare la puntura.
È quello che succede durante.
Il flebotomo, quando si alimenta, non fa una singola puntura “pulita”.
Esegue una serie di micro-morsi ripetuti sulla cute.
Ed è proprio in questa fase che può avvenire la trasmissione della Leishmania.
Se il cane è trattato con isossazoline, durante il pasto di sangue il vettore entra in contatto con il principio attivo.
Non è un effetto immediato, ma progressivo.
Il risultato è che il flebotomo:
• non completa correttamente il pasto
• lo interrompe prima
• riduce l’efficienza della trasmissione
Ed è qui che cambia tutto.
Perché la Leishmania non viene inoculata in modo istantaneo.
Serve tempo, serve una dinamica precisa tra saliva del flebotomo e cute.
Se questa dinamica viene disturbata, il rischio di contagio si riduce.
Questo non è solo un’ipotesi teorica.
Uno studio di campo condotto nel 2021 in un rifugio in area endemica italiana ha osservato che il trattamento mensile con questi principi attivi ha ridotto l’incidenza di Leishmania infantum dal 10% al 3,6%, con un’efficacia del 64%.
Nello stesso studio è stata evidenziata anche un’elevata efficacia nei confronti della Dirofilaria immitis (94,2%).
Fonte:
Phlebotomine mortality effect of systemic insecticides – PMC (pmc.ncbi.nlm.nih)
Poi c’è un’osservazione interessante.
Un cane trattato in modo continuativo tende a non avere più pulci e altri parassiti.
Nel tempo questo può modificare l’equilibrio della pelle: meno infiammazione, diverso microbiota, possibile variazione dei composti volatili.
Poiché molti artropodi utilizzano segnali chimici per individuare l’ospite, è plausibile che il cane diventi meno attrattivo.
Ma questo è un ragionamento. Non una certezza.
Il punto chiave resta uno.
Le isossazoline NON sostituiscono la prevenzione.
Non impediscono la puntura.
Agiscono dopo.
Per questo le utilizziamo come strategia adiuvante, all’interno di un approccio più ampio e ragionato.
Perché nella leishmaniosi non esiste la soluzione singola.
Esiste la strategia.