#380 Prendiamo spunto dal post dell’amica Elena, che ci racconta con grande sofferenza l’esperienza…
Prendiamo spunto dal post dell’amica Elena, che ci racconta con grande sofferenza l’esperienza vissuta con il loro Whisky. Cerchiamo di ricostruire una storia verosimile e clinicamente coerente. Un paziente che fino a p…
Prendiamo spunto dal post dell’amica Elena, che ci racconta con grande sofferenza l’esperienza vissuta con il loro Whisky.
Cerchiamo di ricostruire una storia verosimile e clinicamente coerente.
Un paziente che fino a pochi giorni prima stava bene peggiora rapidamente, manifestando sintomi tipici:
nausea,
vomito,
diarrea,
inappetenza.
Viene portato dal veterinario per una visita.
Gli esami del sangue mostrano un importante aumento della creatinina.
La prima diagnosi è: insufficienza renale.
Ed è qui che arriva il punto cruciale.
Diagnosi e gestione
L’insufficienza renale non è di per sé una malattia, ma un sintomo.
Significa che il rene sta soffrendo, ma non ci dice ancora perché.
Una volta capito che è il rene a stare male, è necessario fare uno sforzo diagnostico in più e porsi la domanda fondamentale:
Cosa ha innescato il problema?
Tutte le strade vanno percorse, anche se statisticamente non tutte sono frequenti allo stesso modo.
Possibili cause da indagare
1. Riduzione del flusso di sangue ai reni
• problemi ormonali (morbo di Addison)
• trombosi aortica o delle arterie renali
2. Gravi problemi metabolici
• pancreatite acuta
• pancreatite cronica riacutizzata
3. Intossicazioni
• uva
• glicole (antigelo)
• farmaci antinfiammatori (FANS)
4. Problemi del parenchima renale
• infezioni batteriche renali
5. Cause che impediscono l’uscita dell’urina
• ostruzioni degli ureteri
• ostruzioni dell’uretra
Come è evidente, un calcolo renale non si cura con la stessa terapia di un’infezione renale o di un’intossicazione da uva.
Dietro un’improvvisa insufficienza renale c’è quasi sempre una storia che va ricostruita con calma, metodo e rispetto.
Solo così si può aiutare davvero il paziente e accompagnare la famiglia in un percorso comprensibile, invece che lasciarla sola nella paura.
Perché curare non significa solo abbassare un numero, ma capire cosa sta succedendo.
Il doc
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