#420 Quando un paziente renale cronico grave, con una famiglia che cerca un colpevole e un veterinario…
Quando un paziente renale cronico grave, con una famiglia che cerca un colpevole e un veterinario pronto a offrirglielo, vive più di un anno con una dieta a base di carne e poi, come previsto, peggiora, succede spesso u…
Quando un paziente renale cronico grave, con una famiglia che cerca un colpevole e un veterinario pronto a offrirglielo, vive più di un anno con una dieta a base di carne e poi, come previsto, peggiora, succede spesso una cosa curiosa: la malattia scompare… e resta solo la colpa della carne.
È il classico processo al capro espiatorio.
La malattia renale cronica è progressiva per definizione. Non si guarisce. Non si ferma. Si gestisce.
Se un cane guadagna tempo, quel tempo va capito, non negato.
Dire “è colpa della carne” senza analizzare il caso clinico è come arrivare alla fine di un libro e sostenere che la storia sia sbagliata perché il finale non ci piace.
La vera domanda non è: perché è peggiorato.
La vera domanda è: perché è andato avanti così tanto.
Perché un paziente mantenuto con proteine di qualità spesso conserva massa, albumina e risposta immunitaria.
Perché non tutte le proteine sono uguali.
Perché non tutti i pazienti sono uguali.
Pensare che un mangime renal sia una garanzia di salvezza è rassicurante. Ma è una scorciatoia mentale, non medicina.
La realtà è più semplice e più scomoda:
se quel cane è arrivato fin lì, forse non è stata la carne il problema.
Forse è stata parte della soluzione.